Lesioni osteocondrali astragalo

Le lesioni osteocondrali dell’astragalo sono molto frequenti interessando pazienti in età giovane-adulta con predominanza del sesso maschile. Si tratta di focali aree di lesione della cartilagine articolare che nelle fasi avanzate possono staccarsi completamente dall’osso sottostante (osso subcondrale)

L’astragalo è la seconda sede più frequente delle lesioni osteocondrali dopo il ginocchio.

 Cause

Nella maggior parte dei casi sono secondarie a traumi. Questi possono essere realmente riconosciuti come a seguito di una distorsione (incidenza dal 40 al 70 % dei cai) oppure seguito di microtraumi ripetuti.

Molto spesso le lesioni si formano a seguito di alterazioni della vascolarizzazione dell’osso subcondrale per motivi non ben noti che portano alla necrosi ossea a successiva lesione della cartilagine. Si è visto infine che anche una predisposizione genetica può essere alla base della lesione.

 Sintomi

Il dolore è il sintomo più frequente, ha solitamente carattere intermittente localizzato profondamente nella caviglia ed è spesso correlato al carico o all’attività sportiva. A volte il paziente riferisce degli episodi di blocco articolare (distacco del frammento). Può essere presente una limitazione articolare e molto spesso un’alterazione antalgica del passo e della postura.

 Diagnosi

Un dolore alla caviglia in una persona tra i 20 e 50 anni a seguito di una distorsione o anche in assenza di trauma deve sempre far pensare a una lesione cartilaginea.

L’esame obiettivo spesso da poche informazioni. L’Rx può mettere in evidenza la presenza di una lesione che appare come un’area osteolitica sulla superficie astragalica.

Dirimente per la diagnosi invece è l’RMN che ben evidenzia la lesione e ci permette sia di localizzarla ma anche di misurarne la dimensione e valutare la presenza aree cistiche che possono influenzare negativamente il risultato.

Trattamento

Il trattamento dipende essenzialmente dalla dimensione e gravità della lesione. Le lesioni sintomatiche, rispondono poco al trattamento conservativo. Il trattamento chirurgico nella stragrande maggioranza dei casi viene effettuato in ARTROSCOPIA e consiste nella asportazione della lesione condrale.

Artroscopia: Lesione osteocondrale con distacco quasi completo

Artroscopia: la lesione viene asportata evidenziando l’osso subcondrale

Artroscopia: con un apposito strumento si eseguono dei fori circonferenziali sulla lesione per favorire la guarigione

Artroscopia: visione della lesione dopo Microfratture

Artroscopia: aspetto della lesione dopo applicazione di Matrice Bioingegnerizzata

Sempre in artroscopica vengono eseguite le Microfratture. Si tratta di piccoli buchi nell’osso che è spogliato dalla cartilagine che determinano il sanguinamento locale e uno stimolo alla riparazione cartilaginea. Oggi grazie alla Bioingegneria esistono dei prodotti che una volta eseguite le microfratture vengono posizionati a colmare la lesione e fanno da impalcatura alla riparazione cellulare. Per migliorareil risultato si associa l’aggiunta di concentrato di sangue midollare contenente cellule staminali mesenchimali. 

Dopo l’intervento l’arto viene mantenuto in scarico per 3 settimane e già dopo 10 gg si inizia il recupero funzionale.