Frattura polso

Il polso è composto da otto piccole ossa e dalle due ossa dell’avambraccio, radio e ulna.

Frattura-di-polso_001Le ossa si uniscono per formare molteplici articolazioni grandi e piccole. Ad ogni articolazione, le estremità delle ossa sono rivestite da cartilagine. Le ossa sono tenute insieme da legamenti. La forma e la geometria di queste articolazioni del polso consentono di flettere ed estendere, spostare lateralmente, e ruotare, il palmo.

Una frattura si può verificare in qualsiasi di queste ossa quando la forza viene applicata al polso, specialmente quando si cade su una mano estesa. Gravi traumi legati ad un infortunio come un incidente stradale o una caduta da un tetto o da una scala. L’osteoporosi, una al polso condizione comune in cui l’osso diventa più sottile e più fragile, può rendere l’osso suscettibile ad una frattura con una semplice caduta.

L’osso più comunemente rotto del polso è il radio. Molte persone pensano che una frattura è diversa da una rottura, ma sono la stessa cosa. Quando l’osso del polso è rotto, c’è dolore, gonfiore, e si riduce l’uso della mano e del polso. Spesso il polso appare deformato.

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Le fratture possono essere semplici con 1 o 2 pezzi di ossa di grandi dimensioni che sono ben allineate e stabili. Altre fratture sono instabili, il che implica che i frammenti ossei tendono a ad essere scomposti, causando la deformità. Alcune fratture possono interessare la cartilagine articolare e per questo si chiamano fratture articolari. A volte l’osso è frantumato in tanti pezzi, che rende le fratture instabili. Una frattura si definisce esposta quando il frammento osseo determina l’apertura della superficie cutanea. In questo caso il rischio di infezione è molto alto. L’allineamento delle ossa, una volta guarito può influire sulla funzionalità del polso. Se le ossa guariscono in una posizione significativamente alterata, ci possono essere limitazioni permanenti del movimento con un aumentato rischio di artrosi e di dolore.


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Dott. Gianluca Falcone

Specializzato in patologie e chirurgia di mano e polso Roma

LE CLINICHE IN CUI OPERO
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Diagnosi

L’esame clinico e le radiografie sono necessarie affinché il medico possa dire se c’è una frattura e valutare la posizione delle ossa, al fine di contribuire a determinare il trattamento.

Frattura-di-polso_003RXFrattura-di-polso_004RXSpesso una TAC può essere utile per ottenere un migliore dettaglio dei frammenti di frattura. Oltre alle ossa, legamenti (le strutture che tengono insieme le ossa), tendini, muscoli e nervi possono essere lesi, e vanno ben studiati nel pre-operatorio. Queste lesioni devono essere trattate assieme alla frattura. Ogni volta che si verifica una frattura esposta, è importante ricevere cure immediate per ridurre al minimo il rischio di infezione ossea. Quando è presente un intorpidimento delle dita, esso implica che i nervi sono stati coinvolti.

Trattamento

Il trattamento dipende da molti fattori. Fattori legati al paziente quali età, il livello di attività, gli hobby, l’occupazione, la posizione dominante della mano, lesioni precedenti o artrosi del polso, e altri problemi di salute sono molto importanti quando si considera il trattamento. Ricordate, potrebbe essere solo il polso, ma tutti abbiamo bisogno delle nostre mani per svolgere le attività quotidiane. I fattori locali si riferiscono alla qualità dell’osso (densità – osteoporosi), mentre altri si riferiscono alla stessa frattura. Alcune fratture sono semplici e composte e le articolazioni ben allineate, mentre altre sono pluri frammentarie e scomposte. Alcune fratture sono stabili e rimarranno al loro posto, mentre altre sono instabili e potrebbero scomporsi durante il trattamento. E ‘molto importante consultare un medico con una profonda conoscenza di questi aspetti, al fine di ottenere un trattamento ottimale e il risultato adeguato.

Un tutore può essere usato per curare una frattura che non è spostata, o per proteggere una frattura scomposta prima del trattamento chirurgico. Di solito un gesso viene applicato per diverse settimane a seconda della frattura di ciascun paziente e la capacità di guarigione dell’osso rotto.

Molte fratture richiedono un intervento chirurgico per ridurre adeguatamente l’osso e per stabilizzarlo. Le fratture possono essere stabilizzate con fili, placche o fissatori esterni. La fissazione esterna è un metodo in cui un telaio esterno è attaccato al metacarpo e al radio creando un ponte che tiene ferma e ridotta la frattura, fino alla guarigione dell’osso.

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Questo trattamento è molto valido in quanto permette di gestire la frattura senza dover aprire il focolaio di frattura stessa con un rischio di complicanze molto ridotto. Inoltre una volta rimosso il fissatore esterno (circa 40 gg) il paziente ritorna progressivamente all’uso della mano senza aver alcun dispositivo all’interno. Il fissatore esterno va utilizzato in tutte le fratture che sono riducibili manualmente in sala operatoria. Esso permette inoltre di poter gestire attraverso lo stesso fissatore alche le lesioni ossee e legamentose associate a differenza delle placche. Le placche vengono di solito usate nelle fratture non riducibili. Permettono di stabilizzare saldamente l’osso e quindi di avere una motilità precoce con un recupero articolare molto buono.

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Frattura pluriframmentaria scomposta con lussazione dell’ulna trattata con placca e viti, fili sull’ulna

 

A volte l’artroscopia è utilizzata nella valutazione e nel trattamento delle fratture del polso

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Risultati

Il tempo di recupero varia notevolmente a seconda della gravità della frattura e delle lesioni associate, e da altri fattori, come indicato in precedenza. Spesso il completo recupero può richiedere diversi mesi. Alcuni pazienti possono avere rigidità residue o dolorose. Se la superficie articolare è stata gravemente lesa, si può sviluppare un’artrosi post-traumatica. A volte, un trattamento chirurgico accessorio può essere necessario nel tempo.


Dott. Gianluca Falcone medico chirurgo specialista in chirurgia della mano e del polso, piede e caviglia

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