Lesione legamento collaterale

Lesione del Legamento Collaterale: Sintomi, Diagnosi e Trattamento

La lesione del legamento collaterale rappresenta un trauma che coinvolge il legamento collaterale di un’articolazione della mano, tipicamente a livello della metacarpo-falangea, dell’interfalangea prossimale o dell’interfalangea distale. Questo tipo di lesione si verifica frequentemente nell’interfalangea prossimale delle dita minori, mentre nel pollice interessa comunemente il legamento collaterale ulnare della metacarpo-falangea, noto anche come “pollice dello sciatore”.

Sintomi della lesione del legamento collaterale

La lesione si manifesta con:

  • Dolore localizzato nell’area interessata;
  • Gonfiore che può estendersi all’intera articolazione;
  • Impotenza funzionale, con difficoltà nei movimenti;
  • Deformità articolare, che può evidenziarsi in caso di lesione completa.

Il chirurgo specialista eseguirà test di stabilità articolare: una maggiore apertura laterale rispetto al lato sano può indicare una lesione completa del legamento.

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Evidente lassità per lesione del collaterale radiale del V dito

Diagnosi

La diagnosi precoce è fondamentale per un trattamento efficace. Gli esami diagnostici includono:

  • Radiografia: utile per identificare eventuali distacchi ossei associati alla lesione legamentosa;
  • Risonanza Magnetica Nucleare (RMN): indispensabile per valutare il grado di lesione del legamento e per distinguere tra lesione parziale e completa.
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Lesione del collaterale radiale alla metcarpo-falangea

Interventi svolti sia come attività privata che erogati in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale

(vedere la descrizione riportata nella pag.
“Le cliniche in cui opero”)

Trattamento della lesione legamento collaterale ulnare

Il trattamento varia a seconda della gravità della lesione:

  • Lesione parziale: il trattamento è conservativo e prevede l’immobilizzazione con tutore e un percorso di terapia fisica e riabilitativa per il recupero della funzionalità articolare.
  • Lesione completa: in questo caso è necessario un intervento chirurgico che prevede la reinserzione del legamento tramite micro-ancorette. Se il trattamento chirurgico viene eseguito tardivamente (oltre un mese dal trauma), la sutura diretta del legamento potrebbe non essere possibile, rendendo necessario l’utilizzo di un innesto tendineo.

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Lesione collaterale radiale alla interfalangea prossimale cronica

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Si inseriscono 2 ancorette: 1 sulla falange e una sul metacarpo

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Si ricostruisce il legamento utilizzando un innesto tendineo prelevato dal tendine palmare lungo

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Post-operatorio e Riabilitazione

Dopo l’intervento chirurgico, la mano viene immobilizzata con un tutore su misura per circa 40 giorni. Tuttavia, già dopo 7-10 giorni è possibile iniziare un programma di fisioterapia mirato, volto a recuperare gradualmente la mobilità e la forza dell’articolazione.

Importanza della Tempestività nel Trattamento

Un trattamento tempestivo da parte di uno specialista in patologie della mano è essenziale per garantire un recupero ottimale e prevenire eventuali complicanze, come rigidità articolare o instabilità cronica. Se si sospetta una lesione del legamento collaterale, è consigliabile rivolgersi immediatamente a un chirurgo esperto per una valutazione approfondita e un piano terapeutico adeguato.

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Infortuni Ligamentosi e Traumatici della Mano

Le lesioni dei legamenti collaterali delle dita (tra cui la nota lesione del legamento collaterale ulnare o “pollice dello sciatore”) derivano spesso da traumi sportivi o distorsioni violente.
In seguito a un trauma alla mano o al polso, è importante valutare la stabilità articolare ed escludere altre patologie associate. Puoi approfondire le condizioni correlate consultando le schede su frattura del metacarpo e delle falangi, rizoartrosi e artrosi della mano, dito a scatto e cisti sinoviali articolari.

Sia in caso di trattamento conservativo con tutore, sia nei casi di lesione completa o instabilità che richiedono la riparazione chirurgica, la tempestività della diagnosi è fondamentale.
Per scoprire le procedure di ricostruzione e stabilizzazione articolare, visita la sezione dedicata alla chirurgia della mano.

Se hai subito una distorsione al dito o avverti instabilità e dolore nell’articolazione, puoi prenotare una visita ortopedica per la mano a Milano
oppure concordare un appuntamento per una visita specialistica a Roma.

FAQ – Lesione del Legamento Collaterale delle Dita e del Pollice

1. Cos’è la lesione del legamento collaterale delle dita e come si verifica?

I legamenti collaterali sono strutture fibrose situate ai lati delle articolazioni delle dita (interfalangee e metacarpofalangee) che garantiscono stabilità laterale. Una loro lesione consiste in uno stiramento, una lacerazione parziale o una rottura completa del legamento, solitamente causata da un trauma distorsivo, una sollecitazione violenta o una deviazione forzata del dito verso l’esterno o l’interno.

2. Cos’è la “Sindrome del Sciatore” (o Gomito/Pollice del Sciatore)?

È la lesione del legamento collaterale ulnare (LCU) dell’articolazione metacarpofalangea del pollice. È molto frequente nello sci quando la bacchetta fa leva sul pollice durante una caduta, ma si verifica spesso anche negli sport di contatto (rugby, basket) o per traumi cadendo sulla mano aperta.

3. Cos’è la “Lesione di Stener” e perché è importante riconoscerla subito?

La lesione (o effetto) di Stener è una complicanza specifica della rottura completa del legamento collaterale ulnare del pollice. Si verifica quando il capo del legamento spezzato si disloca e rimane incastrato sopra un’aponeurosi (un fascio tendineo), impedendo ai due lembi di toccarsi. In questo caso la guarigione spontanea è impossibile e l’intervento chirurgico tempestivo è indispensabile.

4. Quali sono i sintomi tipici di una lesione ai legamenti delle dita?

I sintomi principali includono:

  • Dolore acuto e localizzato sul lato dell’articolazione colpita.

  • Gonfiore immediato ed eventuale ecchimosi (livido).

  • Sensazione di instabilità del dito (il dito “cede” verso i lati).

  • Riduzione della forza nella presa e difficoltà ad afferrare oggetti (specialmente tra pollice e indice).

5. Come viene diagnosticata questa lesione dal Dott. Gianluca Falcone?

La diagnosi si avvale dell’esame clinico specialistico con test di stress in varo/valgo per valutare la stabilità e la tenuta dell’articolazione. Per definire l’entità della lesione (parziale o totale) ed escludere la presenza di Stener o di distacchi ossei, il Dott. Falcone può richiedere un’ecografia ad alta risoluzione, una radiografia o una risonanza magnetica (RMN).

6. È sempre necessario l’intervento chirurgico?

No. Nelle lesioni parziali (distorsioni di I e II grado) prive di instabilità severa o dislocazione, si adotta un trattamento conservativo: immobilizzazione temporanea con tutore/stecca o “buddy taping” (fissaggio al dito adiacente) seguita da riabilitazione. L’intervento chirurgico è riservato alle rotture complete (III grado), alle lesioni instabili o in presenza di Lesione di Stener.

7. In cosa consiste l’intervento chirurgico e come avviene la riabilitazione?

L’intervento mira a riposizionare e suturare il legamento leso, oppure a riancorarlo all’osso mediante piccole ancorette o mezzi di sintesi. L’operazione viene eseguita in regime di Day Hospital. Segue un periodo di immobilizzazione con tutore e un protocollo di fisioterapia mirato per recuperare la completa mobilità e stabilità del dito senza sviluppare rigidità.

8. Dove riceve ed opera il Dott. Gianluca Falcone?

Il Dott. Gianluca Falcone visita ed opera presso strutture specializzate a Roma, Milano e Reggio Calabria, offrendo percorsi diagnostico-terapeutici personalizzati sia in regime privato sia in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

Dott. Gianluca Falcone

Specialista in Ortopedia e Traumatologia
Chirurgia di mano e polso, piede e caviglia

Le informazioni presenti in questa pagina hanno finalità informative e non sostituiscono una valutazione medica. L’indicazione all’intervento e la scelta della tecnica chirurgica vengono stabilite dal medico sulla base delle caratteristiche del singolo paziente. I risultati e i tempi di recupero possono variare da persona a persona.

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