Epicondilite (Gomito del Tennista): Cura e Sintomi
L’epicondilite, comunemente nota come “gomito del tennista”, è una dolorosa infiammazione dei tendini che collegano i muscoli dell’avambraccio alla parte esterna del gomito (l’epicondilo laterale).
Sebbene sia spesso associata agli sport con la racchetta, questa patologia colpisce frequentemente chiunque esegua movimenti ripetitivi di estensione del polso e delle dita, sia in ambito lavorativo che nella vita quotidiana. Pur originando dal gomito, l’epicondilite ha un forte impatto sulla funzionalità della mano, compromettendo la forza di presa e i movimenti più semplici.
Sintomi Principali della Epicondilite
Il sintomo cardine è il dolore, che tipicamente si sviluppa in modo graduale. I segnali più comuni includono:
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Dolore localizzato sulla parte esterna del gomito, che può irradiarsi lungo l’avambraccio fino al polso e alla mano.
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Riduzione della forza di presa, che rende doloroso o difficile stringere la mano a qualcuno, girare una maniglia, aprire un barattolo o sollevare una tazza.
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Rigidità e fastidio durante l’estensione del polso o delle dita.
Cause e Fattori di Rischio
Questa patologia è causata da un sovraccarico funzionale, ovvero da microtraumi ripetuti che creano minuscole lesioni nei tendini. I soggetti più a rischio includono:
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Lavoratori manuali: Imbianchini, muratori, cuochi, sarti e chi utilizza intensamente il computer (uso prolungato di mouse e tastiera).
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Sportivi: Giocatori di tennis, padel, squash o sollevatori di pesi, specialmente in caso di tecnica errata o attrezzatura non idonea.
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Età: È più comune tra i 30 e i 50 anni, una fascia d’età in cui i tendini iniziano a perdere progressivamente elasticità.
Diagnosi
La diagnosi è prevalentemente clinica. Durante la visita specialistica, il Dott. Gianluca Falcone valuterà la localizzazione esatta del dolore attraverso specifici test di digitopressione e di resistenza (estensione forzata del polso).
Per confermare la diagnosi ed escludere altre patologie (come compressioni nervose o artrosi), possono essere richiesti esami strumentali:
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Ecografia ed RMN (Risonanza Magnetica): Utili per valutare lo stato di salute del tendine e l’entità dell’infiammazione o di eventuali micro-lesioni.
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Radiografia (RX): Per escludere cause ossee o calcificazioni.

Interventi svolti sia come attività privata che erogati in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale
(vedere la descrizione riportata nella pag.
“Le cliniche in cui opero”)
Trattamento e Cura della epicondilite
L’approccio terapeutico varia in base alla gravità e alla cronicità della patologia. Nella grande maggioranza dei casi, questa patologia guarisce con trattamenti conservativi.
1. Approccio Conservativo (Iniziale)
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Riposo funzionale: Sospensione temporanea delle attività che scatenano il dolore.
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Crioterapia: Applicazione di ghiaccio per 15-20 minuti, più volte al giorno.
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Tutore specifico: L’uso di un bracciale per epicondilite (posizionato appena sotto il gomito) aiuta a scaricare la tensione dei tendini.
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Fisioterapia: Esercizi di stretching e rinforzo eccentrico guidato, associati a terapie fisiche (TECAR, onde d’urto o laserterapia).
2. Terapie Avanzate e Infiltrative
Se il dolore persiste, lo specialista può valutare opzioni infiltrative mirate per stimolare la rigenerazione tissutale e ridurre l’infiammazione cronica.
3. Trattamento Chirurgico
La chirurgia viene presa in considerazione solo nei rari casi (circa il 5-10%) in cui i sintomi non migliorano dopo 6-12 mesi di terapie conservative. L’intervento consiste nella rimozione del tessuto tendineo danneggiato e nella successiva riparazione del tendine sano, eseguibile oggi anche con tecniche mininvasive o artroscopiche.
Affidati alla competenza specialistica
Se avverti un dolore persistente al gomito che limita le attività della tua mano, una diagnosi precoce è fondamentale per evitare la cronicizzazione del disturbo. Prenota una visita specialistica con il Dott. Gianluca Falcone per individuare il percorso terapeutico più efficace e personalizzato.
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FAQ
1. Che cos’è l’epicondilite e da cosa è causata?
L’epicondilite, comunemente nota come “gomito del tennista”, è una patologia infiammatoria e degenerativa che colpisce i tendini estensori dell’avambraccio nel punto in cui si inseriscono sull’epicondilo lateralmente al gomito.
2. Chi colpisce maggiormente questa patologia?
Nonostante il nome comune, non colpisce solo gli sportivi (come chi pratica tennis o padel), ma chiunque svolga mansioni lavorative o attività quotidiane che comportano movimenti ripetitivi di flesso-estensione e rotazione del polso (es. uso del computer/mouse, muratori, idraulici, cuochi o musicisti).
3. Quali sono i sintomi principali dell’epicondilite?
Il sintomo guida è un dolore localizzato sulla parte esterna del gomito, che può irradiarsi lungo l’avambraccio fino al dorso della mano.
4. Come viene diagnosticata l’epicondilite dal Dott. Gianluca Falcone?
La diagnosi si basa primariamente su un’accurata visita specialistica ortopedica con test di provocazione del dolore. Per confermare il quadro clinico e valutare lo stato di sofferenza dei tendini o escludere altre problematiche, il Dott. Falcone può prescrivere un’ecografia o una risonanza magnetica (RMN).
5. Quali sono i trattamenti conservativi (non chirurgici) disponibili?
Nella grande maggioranza dei casi si predilige un approccio conservativo, che comprende:
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Riposo funzionale ed eventuale uso di tutori/pressori dedicati.
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Terapia farmacologica antinfiammatoria.
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Fisioterapia e protocolli di rinforzo/stretching tendineo.
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Terapia con onde d’urto, particolarmente efficace nei casi cronici o resistenti.
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Medicina rigenerativa
e terapie infiltrative (come le infiltrazioni di PRP – plasma ricco di piastrine o acido ialuronico).
6. Quando si rende necessario l’intervento chirurgico?
L’opzione chirurgica viene presa in considerazione solo nei casi in cui i sintomi persistano per diversi mesi (epicondilite cronica) senza trarre beneficio dalle terapie conservative ed infiltrative. L’intervento mira a ripulire il tessuto tendineo degenerato (scarificazione o release tendineo) per stimolare la guarigione dei tessuti.
7. Come avviene l’intervento chirurgico e quali sono i tempi di recupero?
Il Dott.
8. È possibile prevenire le recidive di epicondilite?
Sì, è fondamentale correggere i gesti atletici o le posture lavorative che causano il sovraccarico, utilizzare strumenti ergonomici (es. mouse verticali o racchette adatte), eseguire regolarmente esercizi di allungamento muscolare ed evitare di sforzare l’articolazione ai primi segnali di dolore.
9. Dove visita e opera il Dott. Gianluca Falcone?
Il Dott.
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