Fratture Malleolari e del Pilone Tibiale: Diagnosi e Trattamenti
La caviglia è un’articolazione complessa, fondamentale per sostenere il peso del corpo e garantire la deambulazione. Tra i traumi più severi e invalidanti che possono colpirla ci sono le fratture malleolari e le fratture del pilone tibiale.
Si tratta di lesioni ossee che richiedono una diagnosi tempestiva e un trattamento altamente specializzato per evitare complicanze a lungo termine, come la rigidità articolare o l’artrosi precoce della caviglia.

1. Le Fratture Malleolari
I malleoli sono le sporgenze ossee della caviglia. Troviamo il malleolo laterale (estremità del perone), il malleolo mediale (estremità interna della tibia) e il malleolo posteriore (il bordo posteriore della tibia).
A seconda di quante componenti ossee sono coinvolte nel trauma, le fratture si dividono in:
-
Fratture monomalleolari: coinvolgono un solo malleolo (solitamente il laterale).
-
Fratture bimalleolari: interessano contemporaneamente il malleolo interno e quello esterno.
-
Fratture trimalleolari: le più complesse, in cui si rompono tutti e tre i malleoli, compromettendo gravemente la stabilità dell’articolazione.
Cause e Sintomi
Queste fratture sono spesso causate da una distorsione violenta, cadute, incidenti stradali o traumi sportivi (frequenti nel calcio, nello sci e nel basket). I sintomi principali sono:
-
Dolore acuto e improvviso.
-
Impossibilità totale di appoggiare il piede.
-
Gonfiore immediato (edema) e comparsa di ematomi.
-
Deformità evidente dell’articolazione nei casi di lussazione associata.

Interventi svolti sia come attività privata che erogati in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale
(vedere la descrizione riportata nella pag.
“Le cliniche in cui opero”)
2. Le Fratture del Pilone Tibiale
La frattura del pilone tibiale rappresenta una lesione molto più complessa e severa. Interessa la superficie articolare inferiore della tibia (il “soffitto” della caviglia), dove la tibia si articola con l’astragalo.
Dinamica del Trauma
A differenza delle fratture malleolari, le fratture del pilone tibiale sono quasi sempre il risultato di un trauma ad alta energia con compressione assiale (ad esempio, una caduta dall’alto in cui si atterra sui piedi, o un grave impatto frontale in auto). L’astragalo viene spinto con violenza contro la tibia, frantumando la superficie articolare.
Questo tipo di frattura è spesso accompagnato da un grave danno ai tessuti molli circostanti (pelle, tendini, vasi sanguigni) e presenta un rischio elevato di complicanze, richiedendo una gestione chirurgica estremamente meticolosa.
Come si cura? I Trattamenti
La scelta della terapia dipende dal tipo di frattura, dallo spostamento dei frammenti ossei e dalle condizioni generali del paziente.
Trattamento Conservativo (Non Chirurgico)
Viene riservato esclusivamente alle fratture composte (dove i frammenti ossei sono rimasti nella loro posizione anatomica naturale) e stabili. Consiste nell’immobilizzazione dell’arto tramite gesso o apposito tutore per un periodo variabile (in genere dalle 4 alle 6 settimane), seguito da un protocollo di fisioterapia per il recupero articolare e muscolare.
Trattamento Chirurgico
È indispensabile nella maggior parte delle fratture scomposte o instabili per ripristinare l’esatta anatomia dell’articolazione (riduzione) e bloccare i segmenti ossei (fissazione).
L’intervento viene eseguito dall’équipe del Dott. Gianluca Falcone utilizzando tecniche e strumentazioni di ultima generazione:
-
Osteosintesi interna: utilizzo di placche in titanio e viti per riallineare e stabilizzare i frammenti ossei.
-
Fissazione esterna: in caso di fratture del pilone tibiale con grave sofferenza della pelle e dei tessuti molli, si applica temporaneamente un fissatore esterno (una struttura metallica fuori dalla gamba) per stabilizzare l’osso in attesa che i tessuti si sgonfino e guariscano, prima di procedere all’intervento definitivo.
Il Percorso Riabilitativo e di Recupero
Il successo del trattamento non dipende solo dall’intervento chirurgico, ma anche da una riabilitazione mirata e personalizzata. Il percorso prevede:
-
Fase di scarico: un periodo iniziale in cui non è consentito appoggiare il peso sul piede (utilizzo di stampelle).
-
Fisioterapia precoce: esercizi passivi e attivi assistiti per prevenire la rigidità della caviglia.
-
Rieducazione al carico: progressivo ritorno all’appoggio del piede a terra.
-
Propriocezione e rinforzo: esercizi per recuperare l’equilibrio, la stabilità e la forza muscolare.
📞 Soffri degli esiti di un trauma alla caviglia?
Se hai subìto una frattura o avverti dolori e instabilità continui a seguito di un vecchio trauma, è fondamentale una valutazione specialistica per evitare danni articolari degenerativi.
Prenota una Visita Specialistica
Per una visita specialistica affidati all’esperienza del Dott. Gianluca Falcone.
Contatta le nostre sedi di Roma, Milano o Reggio Calabria per fissare un appuntamento.
(clicca sul link per andare alla pagina dei “Contatti”)

J
