Frattura del polso

Frattura del Polso: Diagnosi e Trattamenti Chirurgici

Tipi di frattura: Colles e fratture scomposte del radio

Il polso è una struttura complessa composta da otto piccole ossa carpali e dalle due ossa dell’avambraccio, il radio e l’ulna. Queste ossa si articolano tra loro, permettendo movimenti di flessione, estensione, inclinazione laterale e rotazione del palmo.

Frattura-di-polsoLe fratture del polso sono tra le lesioni più comuni e possono interessare una o più di queste ossa. La causa più frequente è una caduta sulla mano tesa, ma possono verificarsi anche a seguito di traumi ad alta energia, come incidenti stradali o cadute da altezze elevate. Inoltre, l’osteoporosi aumenta il rischio di fratture, rendendo l’osso più fragile e suscettibile a danni anche con traumi minimi.

L’osso più comunemente fratturato nel polso è il radio. Le fratture possono essere classificate in diversi tipi:

  • Fratture semplici: coinvolgono uno o due frammenti ossei ben allineati e stabili.
  • Fratture scomposte: i frammenti ossei risultano spostati, causando deformità.
  • Fratture articolari: interessano la cartilagine articolare e possono compromettere la funzionalità del polso.
  • Fratture comminute: l’osso è frantumato in più pezzi, rendendo la stabilizzazione più complessa.
  • Fratture esposte: quando un frammento osseo perfora la pelle, aumentando il rischio di infezione.

Se le ossa non guariscono correttamente, possono insorgere limitazioni permanenti del movimento, dolore cronico e un aumento del rischio di artrosi post-traumatica.

Quando è necessario l’intervento chirurgico al polso?

Una diagnosi accurata è essenziale per determinare il miglior trattamento. Il medico eseguirà:

  • Esame clinico: valutazione del dolore, gonfiore, mobilità e eventuali deformità.
  • Radiografia: utile per identificare la frattura e il suo grado di scomposizione.
  • TAC (Tomografia Assiale Computerizzata): fornisce una visione più dettagliata dei frammenti ossei, utile nei casi complessi.
  • Risonanza Magnetica (RMN): in caso di sospette lesioni associate a legamenti, tendini o nervi.

Se la frattura è esposta o si accompagna a perdita di sensibilità nelle dita, è fondamentale intervenire tempestivamente per ridurre il rischio di complicanze.

Interventi svolti sia come attività privata che erogati in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale

(vedere la descrizione riportata nella pag.
“Le cliniche in cui opero”)

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Tempi di recupero e fisioterapia post-operatoria

Il trattamento varia in base a diversi fattori, tra cui età, livello di attività, condizioni preesistenti, tipo e stabilità della frattura.

Trattamento Conservativo

Se la frattura è composta e stabile, il medico può optare per:

– Tutore o gesso: per immobilizzare il polso e favorire la guarigione, generalmente per 4-6 settimane.

Trattamento Chirurgico

Quando la frattura è scomposta, instabile o coinvolge l’articolazione, può essere necessario un intervento chirurgico. Le opzioni includono:

Fili di Kirschner: sottili fili metallici inseriti per stabilizzare la frattura.

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– Placche e viti: permettono una stabilizzazione rigida, favorendo un recupero più rapido della mobilità.

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Frattura pluriframmentaria scomposta con lussazione dell’ulna trattata con placca e viti, fili sull’ulna

Fissatore esterno: dispositivo che stabilizza l’osso dall’esterno senza necessità di incisioni ampie.

Artroscopia: utilizzata in alcuni casi per valutare e trattare danni articolari associati.

Recupero e Riabilitazione

Il tempo di guarigione dipende dalla complessità della frattura e dal trattamento adottato. In generale:

  • Fratture trattate con gesso: recupero in circa 6-8 settimane.
  • Fratture chirurgiche: tempi variabili, con riabilitazione che può durare mesi.
  • Fisioterapia: fondamentale per recuperare forza, mobilità e prevenire rigidità articolare.

Alcuni pazienti possono sperimentare dolore residuo o artrosi post-traumatica. In casi gravi, può essere necessario un intervento chirurgico successivo per migliorare la funzionalità del polso.

Conclusione

Le fratture del polso sono lesioni comuni che richiedono un’accurata diagnosi e un trattamento adeguato per garantire un recupero ottimale. Consultare uno specialista ortopedico esperto è fondamentale per determinare la terapia più indicata e prevenire complicanze a lungo termine.

Se hai subito un trauma al polso e sospetti una frattura, consulta immediatamente un medico per una valutazione approfondita.

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FAQ

Cos’è la frattura del polso?

La frattura del polso è una lesione ossea che interessa frequentemente la frattura del radio distale o la frattura dell’epifisi distale del radio. È una delle fratture più comuni dell’arto superiore e può derivare da cadute o traumi diretti.

Cos’è la frattura di Colles?

La frattura di Colles è una particolare tipologia di frattura del polso che coinvolge il radio distale e si verifica tipicamente in seguito a una caduta sul palmo della mano. È spesso associata a deformità e dolore intenso.

Quali sono i sintomi di una frattura del polso?

I principali sintomi della frattura del polso includono dolore acuto, gonfiore, deformità e difficoltà nei movimenti. Nei casi più gravi si parla di vera e propria rottura del polso con impossibilità a utilizzare la mano.

Come si diagnostica una frattura del polso?

La diagnosi viene effettuata tramite visita ortopedica ed esame radiografico. La radiografia consente di identificare la frattura del radio distale e valutare se la frattura è composta o scomposta.

Quando è necessaria la riduzione della frattura del polso?

La riduzione della frattura del polso è necessaria quando i frammenti ossei sono spostati. Consiste nel riallineamento delle ossa per ripristinare la corretta anatomia del radio.

Quali sono i trattamenti per la frattura del polso?

Il trattamento dipende dalla gravità della lesione. Nei casi lievi si utilizza immobilizzazione con gesso, mentre nelle fratture scomposte può essere necessario un intervento chirurgico.

Quando serve l’intervento chirurgico per la frattura del polso?

L’intervento chirurgico al polso con placca e viti è indicato nelle fratture scomposte o instabili. Questa tecnica permette una sintesi chirurgica del radio per garantire un corretto allineamento osseo e una guarigione più stabile.

Cos’è il fissatore esterno del polso?

Il fissatore esterno del polso è un dispositivo utilizzato nei casi complessi o nei traumi ad alta energia. Serve a stabilizzare temporaneamente la frattura mantenendo l’allineamento osseo.

Quanto tempo ci vuole per guarire da una frattura del polso?

I tempi di guarigione della frattura del polso variano in base alla gravità e al tipo di trattamento. In genere la consolidazione ossea richiede diverse settimane, seguite da un periodo di riabilitazione.

In cosa consiste la riabilitazione dopo frattura del radio?

La riabilitazione dopo frattura del radio è fondamentale per recuperare mobilità, forza e funzionalità del polso. Include esercizi progressivi e fisioterapia mirata.

Quali esercizi fare dopo il gesso?

Gli esercizi per il polso dopo il gesso servono a recuperare il movimento articolare e la forza muscolare. Devono essere eseguiti gradualmente e sotto controllo specialistico per evitare rigidità.

Cosa succede se una frattura del polso non viene trattata correttamente?

Una frattura del polso scomposta senza intervento può portare a una guarigione non corretta. Le principali complicanze includono deformità, dolore cronico e frattura del polso mal consolidata con riduzione della funzionalità.

Quali sono le complicanze di una frattura del polso?

Le complicanze della frattura del polso mal consolidata possono includere rigidità articolare, perdita di forza, dolore persistente e artrosi post-traumatica.

A chi rivolgersi per una frattura del polso?

È consigliato rivolgersi a un chirurgo ortopedico del polso o a uno specialista ortopedico per una valutazione accurata e un trattamento tempestivo.

Dove si effettua l’intervento per frattura del polso?

L’intervento chirurgico per frattura del polso viene eseguito in centri specializzati in chirurgia ortopedica e chirurgia della mano, con tecniche moderne come placca e viti per garantire un recupero funzionale ottimale.